La parola Egitto
suscita in noi immagini di piramidi, templi e sfingi, di moschee e bazar, ci ricorda il Nilo ed il canale di Suez, la diga di Aswan ed il petrolio.
L'Egitto
continua a esercitare il suo fascino sugli stranieri, come una volta su Strabone ed Erodoto, Cesare ed Antonio. Gli uomini al seguito di Napoleone furono i pionieri dell’egittologia e nello spazio di un secolo e mezzo hanno permesso di tracciare un quadro esatto di circa 6000 anni di storia: un vasto panorama della civiltà, degli usi e dei costumi dell’antico Egitto. Da quando nel 1822 Champollion riuscì a decifrare i geroglifici, alcune congetture divennero realtà e si ebbero indicazioni certe per individuare nuove località di scavo. Il più importante fu certamente quella effettuato nella Valle dei Re, nei pressi di Tebe, che portò alla scoperta della tomba di Tutankhamon (1922). Ancora non erano stati strappati al deserto e alle rocce tutti i loro tesori e già la scienza doveva preoccuparsi di mettere al sicuro templi e tombe prima che venissero sommersi dalle acque del lago creato dalla nuova diga di Aswan. Non si avrebbe però un quadro completo dei molteplici aspetti di questo paese, se non si visitassero anche la zona della civiltà islamica, con le numerose moschee, e quella dei cristiani copti, con gli stupendi monumenti bizantini.
L'Egitto
offre quell’aspetto vario che il visitatore si attende: il mondo fatto di pietre, eppure vivo, dei faraoni; il medioevo ricco di opere d’arte e la moderna era della tecnica.
Civiltà
orientale e occidentale, Islam e cristianesimo si compenetrano in un’unità il cui sviluppo si estende lungo un ampio arco, dal passato delle rovine attraverso il presente straordinariamente attivo fino al futuro fervido di speranze.
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perchè l'Egitto
non è soltanto un ponte che collega Oriente e Occidente, ma anche un paese in via di sviluppo, moderno e al tempo stesso quasi fiabesco, una realtà quasi paradossale. Cammelli e asini camminano tra le rotaie, i grattacieli confinano con le tende dei beduini e le mura medievali sono costruite con blocchi di pietra di epoca faraonica che recano graffiti di mamelucchi, di granatieri napoleonici e di turisti. |
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